Coronavirus

coronavirus

La palma di argomento più discusso delle ultime settimane spetta sicuramente alla nuova “epidemia” da coronavirus.

Quello che la stragrande maggioranza considera un nuovo virus in realtà non lo è affatto.

I coronavirus (CoV) sono una famiglia di virus respiratori che causano un’ampia gamma di malattie, dal semplice raffreddore alla SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave, Severe Acute RespiratorySyndrome).

Il loro nome è dovuto ad una caratteristica della loro forma, visibile al microscopio elettronico: una serie di punte sulla superficie esterna che li rendono simili a corone.

I coronavirus sono molto diffusi nel regno animale e da qui, in casi comunque rari, possono evolversi in forme patologiche anche per gli esseri umani.

Come tutti i virus infatti, anche i coronavirus sono soggetti a mutazioni (i famosi “ceppi”) che rendono questi agenti più o meno pericolosi per l’uomo. Ecco quindi che quando appare sulla scena un nuovo ceppo, mai prima d’ora identificato sull’uomo, si parla erroneamente di “nuovo virus” quando in realtà è una variante di virus già noti.È stata proprio questa la sorte del“2019-nCoV”, mai identificato sull’uomo prima di essere segnalato nella città cinese di Wuhan, nel dicembre 2019.

I sintomi causati dall’infezione da “2019-nCoV” sono quelli tipici di questa famiglia di agenti virali: una forma acuta di raffreddore con tosse, febbre e mal di gola, che può sfociare in condizioni più severe quali polmonite con conseguente insufficienza respiratoria.

coronavirus mascherine protettive contagio

Ovviamente chi già presenta un quadro clinico debilitato (anziani, cardiopatici, diabetici…) sconta un maggior rischio di subire conseguenze più gravi dall’infezione, ma c’è da dire che le stime più attuali indicano al 2,09% l’indice di mortalità per questa nuova epidemia. Che tra l’altro sembra colpire quasi esclusivamente la popolazione adulta: i casi finora registrati parlano di un range di età compreso fra i 21 e gli 82 anni, il 67% dei quali di sesso maschile. Tra l’altro la metà dei pazienti colpiti presenta già una patologia cronica a suo carico.

Il contagio, trattandosi di un virus respiratorio, avviene principalmente tramite le goccioline di saliva che vengono espulse e diffuse tramite tosse e starnuti da chi già presenta i sintomi dell’infezione. Pertanto tutte le azioni di prevenzione devono tenere conto del fattore pulizia e disinfezione dopo qualunque contatto con chi presenta i sintomi o con ambienti frequentati dagli stessi.

Non essendo ancora stata individuata una cura specifica per questa nuova variante di coronavirus, i rimedi medici adottati sono indirizzati a curare i sintomi e prevedono l’uso di ossigeno e farmaci antivirali.

Si spera che adesso che il nuovo ceppo è stato isolato si possa raggiungere presto una terapia mirata e successivamente un vaccino.

Nel frattempo la città di Wuhan da cui è partita l’epidemia resta isolata ed in tutto il mondo sono interrotti gli scambi con l’intera Cina. Probabilmente il danno più grave causato dalla diffusione del virus sarà più di carattere economico che non sanitario.

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